Quando è lui a dire “No!”

Quando si è alla disperata ricerca di un bambino, tutti ci dicono che nei giorni fertili, deve iniziare la classica maratona dove “chi più ne ha, più ne metta!”, così noi donne partiamo in quinta alla ricerca di un qualcosa che inevitabilmente non sempre i nostri parner sono disposti a darci.

Sarà successo a tutte voi almeno una volta, che mentre cercate un approccio con vostro marito, magari abbracciandolo o baciandolo, lui si sia divincolato e magari girandosi dall’altra parte vi abbia detto: “Che faii?? No, sta sera no.”

Immagino che in quell’attimo vi sia crollato il mondo addosso non è vero?

Tutte noi abbiamo la convinzione che un uomo debba avere voglia di fare l’amore in qualsiasi momento, forse perchè questo è lo stereotipo di uomo al quale la nostra società ci ha abituato a credere, oppure perchè è così che ci raccontano i film, ma la vita reale è bensì cosa molto diverasa.

Chi di voi non ha subito pensato male? Che il vostro lui non vi trovi più attraenti come i primi tempi, non si ecciti più nel guardarvi, abbia smesso di desiderarvi o ancor peggio: abbia un amante?

Se poi questa situazione accade proprio durante i giorni “più-più”, la vostra rabbia si moltiplica ed oltre a prenderla come una cosa personale, la vostra mente vi apre una visione tutta nera nel quale non vi sentite capite, o ancor peggio siete solo voi nella coppia ad inseguire e desiderare un bambino!

La verità non è assolutamente questa! L’andrologo Giammusso Bruno, dell’Università di Catania, ha spiegato che la vera soluzione a questo comportamento è che si tratti di un “Momento”, spesso passeggero che accomuna un pò tutti gli uomini, proprio perchè anche per loro non è detto abbiano sempre voglia di fare l’amore. Anche il desiderio maschile, come quello femminile, ha alti e bassi del tutto normali e fisiologici e spesso legati a stati psicologici.

In questo caso, nessuna scenata isterica! Colpevolizzarlo, dargli addosso, assillarlo di domande insistenti sul suo amore nei vostri confronti, non farebbe altro che aumentare il suo stato di confusione e di ansia, i quali andrebbero ad aumentare le tensione che andrebbe a premere ancor più sul desiderio e potete dire addio ad un momento romantico o speciale.

In questi momenti, la reazione migliore che potreste avere è quella di capirlo e di dimostrargli che non importa, a voi basta stare insieme, quindi continuate nell’abbracciarlo e coccolarlo, facendogli capire che rispettate il suo stato d’animo e potete continuare nel dormire abbracciati, accarezzargli i capelli, stare seduti accanto sul divano, mantenergli la mano… Ovvio non è come fare l’amore, ma servirà a sentirvi uniti, mantenedo viva l’intimità e gratificando il suo spirito, sapendo di avere accanto una compagna comprensiva che lo ama e lo stima.

La causa di questi momenti no, sono dovuti a sbalzi di ormoni, ed in particolar modo del testosterone, colui responsabile di determinare la libido, i cui livelli possono variare in maniera consistente di ora in ora. Proprio per questo motivo, solitamente nell’eseguire analisi sul testosterone, si eseguono diversi prelievi in momenti svariati della giornata e successivamente se ne calcola la media.

Il dottor Giammusso a tal proposito continua dicendo:«Questo ciclo è differente da uomo a uomo: ecco perché alcuni preferiscono avere rapporti alla sera e altri al mattino, Non conta solo il corpo: alla base del meccanismo che fa nascere il desiderio ci sono anche fattori psicologici.».

Solitamente ansia e stress abbattono un uomo mentalmente e questo stato d’animo si ribalta proprio sulle prestazioni sessuali, in quanto il suo cervello inizia a produrre sostanze che confluiscono alla corteccia limbica, da dove partono gli impulsi per l’erezione, facendo in modo di spegnere il desiderio sessuale.

Gli uomini più colpiti sono solitamente quelli che svolgono professioni cariche di responsabilità ed impegnative, in ambito specialistico, per descrivere questi momenti di calo di eccitazione si parla di “Sindrome dell’Avvocato”, proprio per riassumero lo stress psicologico che potrebbe avere un uomo che ne soffre.

Oltre al lavoro possono sicuramente influenzare problemi di tipo economici, momenti familiari difficili, e tantissimi altre situazioni cariche di stress e sofferenza che spesso i nostri compagni portano sulle proprie spalle.

In momenti delicati come questi, il professore consiglia di avere tanta pazienza, di rassicurare il proprio uomo, di metterlo in consizioni in cui possa rilassarsi, sentirsi al sicuro e fargli dimenticare i problemi, evitando in ogni modo di punzecchiarlo e farlo sentire sotto pressione.

Il professor  Giammusso conclude dicendo: «In certi casi, conviene aspettare che sia lui a prendere l’iniziativa».

Quando è lui a dire “No!”ultima modifica: 2011-11-15T15:00:00+01:00da aspirantemamma
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2 pensieri su “Quando è lui a dire “No!”

  1. Beh io ho sentito pochissime volte dire a mio marito “No stasera no” e anche quando lo dice, spesso e volentieri riesco a fargli cambiare idea 🙂 tranne poi quando è veramente stanco.
    Sono d’accordo sul non insistere oltremodo, altrimenti il concepire un bambino diventa una missione, un “lavoro” quasi… invece dovrebbe essere un momento di piacere, uno scambio di amore reciproco che culmina nella nascita di un fagiolino piccolo e tenero dopo 9 mesi!

    • Ciao Vale… Hai perfettamente ragione, non deve esserre un lavoro, ma se mai un piacere!!
      A Vesevo è capitato molto spesso di “non avere la testa per certe cose” dovuto a situazione esterne che lo bloccavano psicologicamente… ora ho capito il motivo e vivo molto più serenamente la cosa!
      Buona giornata!

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