Il Cordone Ombelicale

Il Cordone ombelicale detto anche Funicolo Ombelicale, collega il feto con la placenta, dalla quale si origina il sangue arterioso ossigenato, che raggiunge il feto e da questo origina il sangue venoso non ossigenato, che in senso inverso raggiunge la placenta per essere ossigenato e ripetere nuovamente il ciclo.

Dopo i nove mesi di gravidanza arriva a misurare circa 50 cm di lunghezza (partire dalla placenza materna, fino ad arrivare alla parete addominale esterna del feto), e largo come un dito. Si presenta gelatinoso, di color bianco-madreperla, liscio, flessibile, composto da una quindicina di volute lunghe tutte attorno al suo asse, lo rendono molto resistente, pronto a sopportare un peso di oltre 5 kg.

Il Cordone è costituito da una sostanza gelatinosa chiamata Gelatina di Wharton, la quale è costituita da un tessuto connettivo muscoloso maturo, irregolarmente distribuita, potendo infatti creare delle concrezioni dette nodi falsi, in quanto possono dare l’impressione di un nodo, ma che ai fini fisiopatologici non hanno nessun ruolo.

Dentro la gelatina vi sono contenuti tre vasi ombelicali: una Vena Ombelicale, la quale ha il compito di portare il sangue ossigenato ricco di nutrianti dalla placenza al feto e due Arterie Ombelicali, le quali trasportano i cataboliti del feto alla placenta.

Cosa succede al Cordone Ombelicale?

Il cordone ombelicale viene reciso alla nascita, appena il neonato viene alla luce, quando hanno inizio le prime funzioni respiratorie e circolatorie autonome grazie al pianto indotto.

Il momento della nascita ricopre un ruolo importantissimo per il sangue contenuto all’interno del cordone ombelicale, in quanto è possibile solamente in quell’attimo estrarne le famosissime Cellule Staminali (ematopoietiche) adulte.

Subito dopo il parto, il cordone ombelicale viene reciso dal neonato ad una lunghezza circa di 10 cm e successivamente chiuso con un elastico o un’apposita molletta ed avvolto in una garza asciutta e sterile. Una volta reciso, i vasi ombelicali si trombizzano molto rapidamente, ed il cordone di essicca assumendo un colorito bruno-nerastro. Questo moncone rimasto, solitamente dopo la prima settimana di vita del neonato ed entro il mese si stacca e cade automaticamente. In caso contrario è bene contattare il vostro pediatra.

Quando il moncone sta per staccarsi è normale che fuoriescano piccole perdite di sangue; se la fuoriuscita di sangue è abbondante è meglio consultare il pediatra.

 

Come medicare il moncone ombelicale?

Durante questo periodo, il moncone ombelicale, deve essere disinfettato giornaliermente, ma soprattutto per le neomamme all’opera con la loro prima gravidanza, nonostante le numerosissime informazioni assunte prima della nascita, o le dimostrazioni pratiche effettuate con le puericultrici, si trovano in difficoltà con le medicazioni e questa situazione è del tutto normale. Già per il secondo genito tutte le operazioni vi verranno automaticamente.

Ovviamente prima di qualsiasi altra operazione di pulizia e disinfettazione al moncone, bisogna assicurarsi di essersi lavati e disinfettati accuratamente le mani, successivamente si procese alla medicazione attraverso una soluzione composta da: alcool denaturato, mercurio cromo al 2% o acqua ossigenata a 10/12 vol.

La medicazione deve essere ripetuta per tre volte al giorno.

Osservando con attenzione questa procedura ed effettuandola nel rispetto delle più scrupolose norme igieniche, si eviteranno le infezioni sia lievi che gravi (per esempio difterite o tetano, infezioni letali per il piccolo neonato).

La ricerca sta facendo passi da gigante: sono all’ordine del giorno notizie di scoperte importanti di patologie trattate con successo. Per saperne di più su quanto è stato fatto e quanto ancora è in via di studio leggi “La Ricerca Scientifica ed il progresso delle Staminali”

Fonti: Wikipedia, cordoneombelicale.it

BLOG DEL GIORNO il 26 Gennaio 2012

Il Cordone Ombelicaleultima modifica: 2012-01-24T18:16:00+01:00da aspirantemamma
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3 pensieri su “Il Cordone Ombelicale

  1. A Raffaella il moncone di cordone è caduto presto, il 9# giorno, mentre ad Antonio ci ha impiegatopiù tempo, si è staccato del tutto il 14# giorno.
    Ricordo con tenerezza adesso quei momenti in cui bisognava medicarli, ma lì per lì era una mezza tragedia 🙂 Scherzo, è solo che sinceramente a me dell’acqua ossiggenata non hanno mai detto nulla, mi hanno prescritto in clinica di adoperare la merbromina (alisa il mercuro cromo) e non ti dico le acrobazie per cercare di non far tingere tutto di rosso…!! Garze, panni bianchi sotto il sederino casomai colasse qualcosa giù, mio marito che mi aiutava a mantenerli…si, ma con quei due monelli peperini che non si stavano fermi e strillavano a squarciagola, nonostante servissero poche gocce, finiva sempre che come minimo il loro pancino si faceva a pois rosso-arancionastri ihihih 😀

    Va beh…è acqua passata! Anzi…è mercuro cromo passato ahahah!!!

    • Ahahaha… Maris nemmeno io ho quel “brutto” vizio di rileggere ciò che scrivo…. forse per la fretta, non so… o meglio ormai ho l’abitudine di rileggere ciò che scrivo solo una volta averlo pubblicato… 🙂

      E’ bello sapere i tuoi ricordi… vedere come tu ti sia comportata con i tuoi bimbi appena nati, sentire le esperienze vere di una mamma che lo ha fatto!
      Chissà perchè io credevo che una volta uscito dall’ospedale il neonato fosse perfettamente a posto, un bambolotto che deve solo mangiare e dormire… invce mi sto accorgendo piano piano che richiedono molte cure e tante attenzioni medicali i primi giorni :)!

      Un abbraccio forte!

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