Pediatra solo fino a 6 anni, i medici in Rivolta

Oggi non si parla d’altro, l’ipotesi di far seguire dai pediatri i bambini solo ed esclusivamente fino a 6 anni, fa rivoltare ed indignare i medici di settore che riuniti a Roma per la presentazione del Libro Bianco sulla salute dei bambini, ha visto il direttore dell’Istituto di Igiene dell’università Cattolica di Roma e curatore del libro Walter Ricciardi affermare: “Spero che sia solo un’ipotesi di lavoro quello che emerge dal rapporto è che già oggi c’é un’eccessiva ospedalizzazione dei bambini, che al sud è doppia rispetto al resto d’Europa, e questo è dovuto allo scarso filtro fatto dai pediatri che non sono ben distribuiti sul territorio. La soluzione è fare in modo che ci siano più pediatri, che già oggi scarseggiano, non certo diminuirne il lavoro“.

 

Nella proposta sotto accusa, è il punto 10 a rizzare i capelli ai pediatri, in quanto si legge: “L’assistenza della Pediatria di libera scelta non è garantita in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, pertanto vanno modificate le norme convenzionali che regolano i parametri relativi agli assistiti in carico, prevedendo di assegnare ai Pls unicamente i bambini da 0 a 6 anni”.

Ma per la CIPe (Confederazione italiana pediatri), questa proposta va verso lo smantellamento” del sistema di assistenza pediatrica territoriale e chiede un incontro urgente con il Coordinamento delle Regioni per avere chiarimenti e “poter scongiurare manovre sciagurate che potrebbero recare seri danni alla salute dei bambini e degli adolescenti”.

Di quest’opinione restano anche Costantino Romagnoli e Riccardo Riccardi del dipartimento di Pediatria dell’ateneo, i quali affermano che nel mondo i pediatri seguono anche l’adolescente, e che questa monovra è stata fatta esclusivamente per rispondere ad una soluzione di esigenze economiche e non per quanto ha bisogno la società.

 

Il rapporto che si crea con il proprio pediatra è molto importante, delegare questa assistenza potrebbe essere un rischio principalmente per un bambino, che si troverà di fronte a persone sconosciute, le quali non saranno a conoscenza della cartella clinica o del passato del bambino, sottoponendolo così ad inutili complicanze o ritardi di tempo nelle cure.

Per questo motivo i medici si scagliano contro l’ipotesi che già al compimento del settimo anno di vita i bambini dovranno abbandonare il loro medico per farsi curare dai medici degli adulti, i quali non specializzati nel settore infanzia.

 

Effettivamente potrebbe essere un azzardo questa nuova proposta avanzata in sede tecnica e contenuta nella bozza di Riordino delle Cure Primarie del ministro della Salute, Renato Balduzzi, per questo i pediatri la definiscono “Sbagliata, fuorviante e pericolosa!”, ma nella Conferanza Stato-Regioni in vista del prossimo Patto per la Salute non si parlerà d’altro se non dell’assistenza pediatrica di base che sarà ridimensionata al solo periodo di vita del bambino da 0 a 6 anni.

 

Alberto G. Ugazio, presidente della Sip (Società italiana di pediatria), rimarca il fatto che: “I medici di medicina generale, che garantiscono all’adulto un livello molto elevato di assistenza, sono meno esperti dei pediatri in materia di bambini per il semplice motivo che ormai da 50 anni non se ne occupano più”.

 

Effettivamente, solo per fare un esempio, il dosaggio dei medicinali per gli adulti è unico, per i bambini invece, è legato ai kg di peso o alla superficie corporea.

 

In merito, ha detto la sua anche il presidente della Commissione d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, senatore Ignazio Marino (Pd), il quale si dice “perplesso” di questa nuova manovra e chiede chiarimenti: ”Chiederò già da domani di averne copia per poterla valutare e capire le motivazioni di questa scelta. Da medico, mi sembra giusto sottolineare che la migliore assistenza psico-fisica ai bambini e agli adolescenti può e deve essere offerta da professionisti specialisti, i pediatri appunto, in quanto le loro competenze mediche, costituiscono un patrimonio della nostra società che vanno salvaguardate ed utilizzate, nell’interesse dei bambini, dei ragazzi e delle famiglie”.

 

A tal punto, interpellato il Ministero della Salute, precisa a riguardo che questa manovra è un documento degli Assessorati Regionali alla Sanità, pertanto le notizie sul riordino delle cure Primarie e della pediatria, non sono altro che un Documento ministeriale presentato al Tavolo Tecnico sulle cure Primarie, per il rinnovo del Patto per la Salute, concludono dicendo: “L’ipotesi assolutamente non è prevista, né risulta che il documento sia stato trasmesso al Ministero e che esista una sua validazione politica da parte delle stesse Regioni”.

 

Ma cosa pensa Sandro Ungari, ex primario del Bambin Gesù sul tema che questa nuova ipotesi porterebbe alla probabilità di un maggior ricovero dei bambini o ad una maggiore prescrizione di farmaci di quanto non lo facciano i pediatri?

 

“Il mio non è un no a priori, tuttavia, potrebbero esserci questi rischi, almeno per i primi tempi perche’ i medici generalisti, non avendo abitudine a trattare con i bambini, certamente per questioni di difesa anche medico-legale, tenderanno a ricoverare e prescrivere farmaci più di quanto non facciano i pediatri, in quanto sono più abituati alla patologia pediatrica”.

 

Ungari conclude dicendo: “I pediatri, nati come una branca della medicina interna e limitata ai piccolissimi, poi piano piano nel corso del ventesimo secolo, si sono appropriati di tutta l’eta evolutiva. Arrivati a questo punto, grazie alle loro conoscenze ed approfondimenti in materia, non è inteligente tornare indietro”.

 

Fonte: Ansa

Pediatra solo fino a 6 anni, i medici in Rivoltaultima modifica: 2012-01-31T12:42:00+01:00da aspirantemamma
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4 pensieri su “Pediatra solo fino a 6 anni, i medici in Rivolta

  1. Come al solito chi ha proposto questa legge di tenere il pediatra fino a 6 anni è un incompetente ben pagato da noi cittadini… in america il pediatra si tiene fino a 20 anni e in italia dobbiamo essere diversi. Un medico di base spesso non ha la competenza di un pediatra, signori del governo io ho adottato una bambina vietnamita che ora ha 3 anni e mezzo ed è sempre stata seguita da un pediatra che ha competenza in malattie extraeuropee mi dite come faccio? è un pediatra che conosce mia figlia benissimo ed è solo alle sue competenze che mia figlia è cresciuta bene. Sono strabiliata e spero che questa proposta di legge non passi.
    Una madre indignata.

    • Ciao Nadia,
      hai perfettamente ragione e condivido pienamente ciò che hai scritto… mi immagino il mio medico di famiglia (che tra l’altro è molto bravo ed aggiornato), trovarsi difronte un bambino… lo guarderebbe dal basso verso l’alto con i suoi occhialoni spessi.
      Non si può fare una cosa del genere, dei bambini è giusto che se ne occupi una persona specializzata con una predisposizione adeguata verso questi cuccioli…
      Come te anche io mi auguro con tutta me stessa che sia solo un polverone alzano inutilmente… una volta che funziona qualcosa, guardacaso bisogna toglierla.
      In bocca al lupo per la tua bambina, complimenti! sono davvero molto felice per te… magari un giorno se ti va, potresti raccontarmi la tua storia via mail, parlare dell’adozione… credo sia un argomento molto interessante ed utile a tante donne, poi raccontato da chi è diventata mamma, credo sia una storia speciale!
      Ti abraccio a presto!

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