20 Marzo 2011 – il Sognatore

È strano come nell’intera giornata di ieri io non abbia pensato al mio Pà… ho sempre avuto questa mania di chiamare le persone con le sole due prime lettere del nome, quindi le mie sorelle sono Da e Mi, mia madre Ma e mio padre solamente Pà.

“Ti penso come se ci fosse dentro il mio silenzio la tua voce calda,
io ti penso come se dal vento mi cadessi addosso senza far rumore e come se nel vento
dopo aver smaltito un po’ di tenerezza noi due cominciassimo a volare.”

Non ho dimenticato che ieri fosse la giornata della “Festa del Papà”, ho fatto gli auguri a  ZioTe come da ogni anno dal 2000 a questa parte, quando non avevo più un papà da festeggiare, ma al posto di essere triste, festeggiavo le persone che mi hanno amata e che sono stati come genitori per me.

Non ho mai voluto condire la Festa del Papà con ricordi tristi, con lacrime, con amarezza… al contrario ho sorriso e brindato sempre nel festeggiare i papà buoni che avevo intorno, pur sapendo che in tutte quelle feste mancava il mio.

“Io ti penso quando viene sera perché la penombra mi fa immaginare
mi distendo guardo verso il cielo per cercare il tetto delle tue spalle bianche
come se quel cielo mi potesse dare il motivo giusto per non stare male
come se star male dipendesse dalla volontà.”

E così tra onomastici e auguri sono passati 12 nuovi 19 marzo interi e puntualmente lasciavano il posto a giornate come oggi interamente ed ESCLUSIVAMENTE dedicate al ricordo del mio Pà, che non c’è più, ma che non per questo non deve avere la sua festa speciale.

Sarà stato per proteggermi dalla sofferenza, sarà stato per sentire il cuore più leggero, sarà semplicemente perchè così mi è sembrato più facile, battezzare il 20 Marzo come la festa del mio Papà.

“Io ti penso perché non pretendo come fanno in tanti di dimenticare
e ti penso perché nella gola mi è rimasto il gusto delle tue risate
come se ingoiando questo tuo sorriso io riuscissi ancora a farmi contagiare
ma mi trovo a ridere da solo, adesso che ti penso.”

Inizio a faticare nel capire, perchè sto diventando grande, ormai ho 32 anni e se tutte le persone normali sono abituate nel vedere invecchiare con loro il loro babbo, a me del mio è rimasto un ricordo giovane, e tra qualche anno finiremo con l’avere la stessa età, poi se Dio vorrà, io invecchierò e contro natura, nella mia mente avrò l’immagine del mio babbo come un ragazzino e non è normale… sbaglio?

“Magari rubo dei momenti alla mia vita, magari non è neanche giusto sia cosi
solo il tuo viso fa la guardia al tempo che ho perduto,
ma in fondo come avrei vissuto senza te.
Ma io ti penso, lo stesso fosse solo per quegli occhi
che hai lasciato in fondo a me…”   (Massimo Ranieri)

Ogni anno, per non dimenticare, festeggio la sua festa impegnandomi nel ricordare un dettaglio, un ricordo, un avvenimento che mi faccia sentire ancora viva la sua presenza e quest’anno chissà perchè, la prima domanda che mi sono posta è stata: “La sua canzone preferita?”… e man mano col passare dei secondi il sorrisino felice ed allegro si è spento…

Dai.. la sua canzone preferita… è facile, ci posso arrivare, ma nella mia mente il vuoto e come nel miglior gioco a quiz che si rispetti ho iniziato ad argomentare, arrampicandomi su muri di specchi:

Bè, ma lui non aveva una canzone preferita, amava la musica in generale, se dovessi pensare ad un titolo o ad un cantante direi...” ancora il vuoto. Panico.

<<allora signorina? È la sua risposta definitiva?”>>

No che non è la mia risposta definitiva, ancora un momento, che diamine…

E poi ecco che come ogni anno cassetti si aprono ed i ricordi partono e vengo rapita dal torpore delle immagini, degli attimi… io e te in macchina, i viaggi, i baci, i tuoi occhi, la tonalità della tua voce che a malappena ricordo e che pagheri tutto per poterla risentire, i tuoi riccioli, il tuo profumo, quando all’uscita della scuola il mercoledì eri lì ad aspettarmi e cascasse il mondo ero la prima su tutti a correre nel parcheggio, la tua energia e la voglia di vivere, gli ideali, l’inteligenza, la ricchezza d’animo e ancora tutte le altre buone qualità che mi hai trasmesso… e dicano quel che dicano, la miglior pizza che abbia mai mangiato era la tua…

Ed è così che tra le tantissime che ci divertivamo a cantare ti lascio un bacio e mi godo ancora una volta questa melodiosa triste canzone che è un pò quello che ci rappresenta.

Il Sognatore

Son diventato un sognatore
per sentirmi meno solo
e per non sapere più quant’anni ho
Son diventato un sognatore
vendo sogni per mestiere
canto pure le canzoni che non so
Basta avere gli occhi chiusi
per fotografare il mondo
e per guardare in negativo
quanto il mare sia profondo
e questa ruga che ho sul viso
è il tatuaggio di un dolore
io sono un sognatore

Mi sono perso tra le stelle
e tra amori a buon mercato
ho toccato il fondo della libertà
C’é chi mi dice che son folle
o che sono fortunato

perché chi sogna delusioni non ne ha
Forse sei stata tu la prima
la sola ipotesi di vita
forse continuo a dire forse
per non dire che é finita
le tue regole del gioco
le rispetto a malincuore
io sono un sognatore

Son diventato un sognatore
e chi ha letto le mie carte
ha scoperto che un destino non c’é l’ho
e come fanno i sognatori
riesco a mettermi da parte
mentre il mondo mi continua a dire no

Tra mille anni ci sarà
chi parlerà dei sognatori
come animali del passato
che mangiavano emozioni
Tra mille anni o tra due ore
ma lasciatemelo dire
io resto un sognatore

E vado via
vi lascio sulle labbra una poesia
quel che sarà
per questa vita che importanza ha
E vado via
là dove il cielo
scende in fondo al mare
che vuoi che sia
se al mondo resto solo
un sognatore

Peppino di Capri

20 Marzo 2011 – il Sognatoreultima modifica: 2012-03-20T10:38:00+01:00da aspirantemamma
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2 pensieri su “20 Marzo 2011 – il Sognatore

  1. Intenso come solo chi ha provato sulla propria pelle un dolore lacerante, tenero come solo chi ha amato suo padre con la freschezza e la genuinità di bambina e ragazza, questo tuo post mi ha fatto fermare un attimo a pensare e ad assaporare il gusto dolce amaro dei ricordi…
    Ti abbraccio forte, amica carissima.

    • Ciao Carissima sorellona mia…
      che bello che è leggere le tue parole, ogni volta mi avvolgono il cuore e chissà perchè mi fanno stare meglio…
      è bello poter riuscire ad assaporare i ricordi con quel pizzico di malinconia che serve per sentirli più vivi…
      ricordo che una volta in un tuo post ponevi il problema di come le cose che ci facciano “male” poi siano quelle che che lasciano più il segno.
      ti abbraccio fortissimo!

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